Abbiamo scritto
una lettera per l'ampliamento del Parco dei Colli Briantei!
a cura del gruppo Valle della
Nava di Casatenovo e dell'Associazione per i Parchi del Vimercatese
Nei giorni scorsi la nostra associazione congiuntamente all’Associazione
per i parchi del vimercatese ha inviato ai giornali la seguente lettera.
Lo scopo è quello di mettere al centro del dibattito pubblico e politico
l’ipotesi di estensione del Parco dei Colli Briantei su suolo casatese.

Come ogni volta, all’avvicinarsi delle elezioni, fa ritorno sulle
scene politiche il dibattito sulla Valle della Nava, il suo futuro, l’ipotesi
di un parco. L’argomento è quanto mai attuale e lo diventerà
ogni anno di più, di fronte all’ormai cronica dipendenza da
cemento (da oneri) dei comuni brianzoli.
Entrando nel merito, innanzitutto, ci auguriamo che nessuno intenda utilizzare l’argomento in modo strumentale, ci riferiamo, ovvio, in particolare alle forze politiche in campo. Una promessa non mantenuta nuoce a loro e non serve a chi si occupa abitualmente di monitorare e valorizzare l’area.
Le nostre associazioni di certo faranno il possibile per promuovere la tutela e la valorizzazione delle aree naturali importanti che ancora sono presenti e per portare la causa all’attenzione dei partiti e delle forze in lizza. Come d’uso, senza fare inutile rumore e per mezzo di azioni concrete.
Non si tratta di capricci dei “soliti ambientalisti”, sia chiaro, si tratta di proteggere gli equilibri ambientali rifacendosi a consolidate indicazioni che le discipline ecologiche e urbanistiche, oggi, forniscono. Valide cause per le quali contrastare il consumo di suolo significa difendere il valore ecologico, culturale, ma anche esistenziale di un territorio, quello legato al nostro rapporto con lo spazio vissuto. Non velleità, ma impegno per far applicare l’ormai consolidata (nel nord Europa) pratica della compensazione ecologica (da leggere al proposito “Compensazione ecologica preventiva”, un bel libretto del Prof. Paolo Pileri del Politecnico di Milano).
Cosa c’è da compensare, si chiederà qualcuno? Domanda legittima.
Con la delocalizzazione della Ferrarini nell’area di Cascina Sant’Anna, e la successiva ricostruzione del centro, Casatenovo non guadagnerà certo in sostenibilità: la sua impronta ecologica si farà più marcata, e con essa la congestione, il traffico, l’inquinamento potenziale. Se questo in qualche modo è stato un passaggio obbligato (nel senso che si era coscienti di pagare questo “scotto” per mantenere l’azienda, e quindi l’occupazione, in paese) è pur vero che alla scelta di consumare altro suolo agricolo e aumentare il peso antropico del centro deve rispondere contemporaneamente l’obiettivo ecologico di ridurre al minimo qualsiasi altra espansione edilizia e valorizzare quelle aree di particolare valenza ecologica e paesaggistica che caratterizzano una discreta parte del nostro territorio.
La Valle della Nava è certo tra queste, ma non è il solo obiettivo possibile. L’obiettivo prioritario è ben oltre la dimensione comunale e deve essere quello di aggiungere le connessioni mancanti al completamento della rete ecologica “protetta” che già esiste e che ruota attorno a Casatenovo: a ovest il Parco Regionale della Valle del Lambro, a sud i PLIS del vimercatese, a est il Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Il completamento della rete ecologica, già promossa in questi anni dalla Provincia di Milano e poi di Monza e Brianza, ha ragioni scientifiche validissime: è l’unica speranza per preservare ancora un minimo grado di naturalità nella martoriata Brianza.
In quest’ottica di più ampio raggio (..respiro, verrebbe da dire) e che risponde a dinamiche territoriali più ampie delle singole ricadute locali, la Valle della Nava è un obiettivo, ovviamente, ma si potrebbero studiare anche altre soluzioni, nel momento in cui, considerate tutte le variabili in gioco, si rivelassero di più facile attuazione.
Da sud, e precisamente
dall’Ente Parco dei Colli Briantei e dall’Associazione per i
Parchi del vimercatese, arriva qualche suggerimento in tal senso. L’architetto
Damiano Prina, Presidente del succitato parco, ha nei giorni scorsi manifestato
l’intenzione di voler avanzare una proposta all’amministrazione
casatese
per
studiare un allargamento del PLIS che andrebbe idealmente a saldare l’area
protetta che attualmente termina a Velate con il Parco di Montevecchia e
Valle del Curone che arriva a Lomagna.
La sottoscrizione di una convenzione con i Comuni già aderenti al parco (Camparada, Usmate-Velate, Arcore), a quel punto, dipenderebbe dalla singola volontà dell’amministrazione casatese, eviterebbe la creazione di un nuovo ente parco a se stante, ridurrebbe al minimo i costi di mantenimento, che attualmente per il Parco dei Colli, amministrato direttamente da cariche interne alle singole amministrazioni, sono pari a zero.
Ci guadagnerebbe il territorio valorizzato dalla presenza di un parco, delle sue attività, dei suoi eventi, ci guadagnerebbero i cittadini casatesi sicuri che almeno una parte delle splendide aree ancora presenti tra le frazioni di Campofiorenzo e Valaperta saranno poste sotto tutela. E non sarebbe male, specie guardando cosa succede nel limitrofo Comune di Velate la dove il parco non c’è.
Per tutti questi motivi durante la manifestazione “Naturalmente Brianza” che il Gruppo Valle della Nava organizzerà dal 15 al 19 aprile a Villa Greppi parleremo anche di questo. La sera di venerdì 17 aprile, infatti, gli amministratori dei Comuni di Casatenovo, Missaglia e Monticello, rappresentati di Provincia e parchi locali e regionali sono stati invitati a dibattere proprio sul tema: “Quale futuro per il nostro territorio?”. Sarà la sede più opportuna per valutare insieme posizioni, idee, intendimenti e proposte.
Alfio Sironi
Gruppo Valle della Nava
Pino Timpani
Associazione per i Parchi del Vimercatese